• Recensione ALAN WAKE



    In cinque anni di sviluppo molte sono state le indiscrezioni sull’eventuale cancellazione del progetto e innumerevoli i rinvii… Ma finalmente nel maggio 2010 vede la luce una delle esclusive più attese targate Xbox 360.
    Ideato come free roaming, Alan Wake giunge nelle nostre mani lontano dall’idea iniziale ma in grado di offrire un’esperienza ludica del tutto innovativa.
    Se della trama molti titoli ne fanno un elemento accessorio, per non dire secondario, i REMEDY con Alan Wake ribaltano questo concetto portando il filo narrativo ad elemento principe incontrastato dell’intero titolo, e possiamo affermare che con questa sfida riescono ad inventare un genere: lo PSYCHOLOGICAL THRILLER GAME.


    L’INIZIO DELL’AVVENTURA
    Vestiremo i panni di Alan Wake, scrittore di successo. Genere dei suoi romanzi? Horror naturalmente. Tuttavia nonostante la splendida moglie Alice, il bell’appartamento a New York e l’amicizia con il suo agente Barry, le cose per Alan non stanno andando bene; da ormai due anni è torturato dagli incubi e soffre del così detto “blocco dello scrittore”. Ed è proprio questa la causa che induce Alice a convincerlo nel soggiornare a Bright Falls, cittadina pittoresca e tranquilla, in cui vi è tra l’altro una clinica per “artisti in difficoltà”, dettaglio che la moglie omette inizialmente.
    Fissata questa premessa il titolo inizia a portarvi nel centro dell’azione, dopo una breve sessione introduttiva di gioco le urla di Alice vi trascineranno nel vivo di una delle più belle trame mai apparse nel mondo video ludico.

    INCIPIT NARRATIVO…
    Parlare della trama di un titolo cui ne fa motivo del proprio successo è impresa ardua non volendo inciampare nello spoiler. Alan Wake infatti va giocato e “scoperto” passo dopo passo, facendosi trasportare dall’incredibile atmosfera e filo narrante che lo caratterizza.
    Senza quindi cadere nello spoiler in questa sede diremo solo che udite le urla di Alice, Alan si accorgerà che sua moglie è scomparsa e da questo momento le notti in Bright Falls nulla avranno da invidiare ai suoi romanzi horror e ai suoi incubi: una presenza oscura infatti si impossessa di uomini e cose cercando in tutti i modi di combattere lo scrittore.

    ESPLORAZIONE ED ATMOSFERA
    Lodevole è l’atmosfera che il titolo è in grado di creare, il giocatore viene completamente coinvolto dalla storia anche grazie ad una ambientazione ad hoc curata fino al più piccolo dettaglio. I personaggi, a partire da Alan Wake, sono carismatici e mai semplici fantocci. L’intera narrazione è affidata a Wake, anche grazie alle pagine del suo manoscritto trovate sparse per la città ed il bosco. Manoscritto che non si ricordava di avere scritto eppure preannuncia fedelmente il susseguirsi angosciante degli eventi.
    L’esplorazione poi aggiunge mistero ed enfasi all’esperienza, moltissime infatti sono le scoperte che Alan può effettuare, ad esempio inoltrandosi in percorsi non obbligatori troveremo radio e televisori che trasmettono informazioni utili per comprendere meglio la sequenza di eventi, così come pagine del manoscritto e svariate munizioni.
    Caratteristica del gioco è poi la netta divisione tra le sessioni diurne e quelle notturne, inoltre la luce diventa un elemento amico fondamentale a partire dalla torcia elettrica che Alan terrà ben stretta per tutta l’avventura, ai vari lampioni, ai generatori, ai fanali d’automobili, bengala, etc.
    L’ambiente nel complesso suggerisce un senso di vastità ereditato dalla iniziale impostazione di free roaming, tuttavia in concreto molta di questa vasta area rimane fine a sé stessa se esplorata.

    GAMEPLAY
    Il gameplay è molto semplicistico e, sebbene risulti nel complesso adeguato, sin dai primi scontri si evince che la strategia consiste semplicemente nel puntare la torcia contro il nemico al fine di eliminare l’oscurità che lo protegge, per poi terminarlo con le armi a disposizione.
    La varietà di armi peraltro è piuttosto ridotta, sarà possibile utilizzare un revolver e alcuni fucili da caccia mentre il sistema di puntamento è costituito dal fascio di luce della torica stessa.
    Avremo poi a disposizione anche bengala, una pistola lanciarazzi d’emergenza e granate accecanti.
    Il sistema di schivate è semplice ed efficace, e risulta fondamentale per la sopravvivenza negli scontri con più nemici.
    Quasi sempre comanderemo Alan a piedi, tuttavia sono più volte proposte sessioni di guida. In questo caso notiamo che il controllo del veicolo risulta artificioso e stona rispetto alla cura del dettaglio che caratterizza il titolo.


    SURVIVOL HORROR O ACTION?

    Nonostante in Alan Wake alcune meccaniche di gioco siano riconducibili al genere del survivol horror, quali la comparsa improvvisa dei nemici, l’ambientazione e il sistema di ricarica delle armi che vede Alan lento ed impacciato al fine di accrescere la suspance, difficilmente il titolo può essere catalogato come tale.
    L’abbondanza di munizione ed il “senso d’ansia” che va presto a ridursi lo collocano a miglior ragione tra gli action. Insomma: per una mera questione di “paura” scordatevi una esperienza paragonabile ai primi capitoli di Resident Evil.

    COMPARTO TECNICO
    Il comparto tecnico è qualitativamente ad alti livelli. Senza gridare al miracolo si apprezzano le animazioni facciali, mentre notevole è la realizzazione fino al dettaglio sia dei boschi che della città, così come l’interno degli edifici. La telecamera si comporta egregiamente, e la fluidità non subisce mai cali neanche nelle situazioni più disperate.
    L’effetto delle ombre e il connubio tra luce ed oscurità è reso perfettamente, degna di lode è poi la fisica che contribuisce a creare quel realismo delle ambientazioni che caratterizza il gioco.
    Le texture invece non possono essere definite propriamente eccellenti.
    Davvero sublime la colonna sonora, che delizierà anche i più esigenti, ed altresì il sonoro in generale rende l’esperienza di gioco completa e realistica.



    IN CONCLUSIONE…
    Alan Wake propone un nuovo genere di intrattenimento video ludico, in cui la narrazione e la trama diventano fondamentali. Alcuni difetti come un gameplay forse troppo “scontato” che mina la rigiocabilità, non tolgono i meriti ai REMEDY di aver creato una esperienza ludica che farà da precursore per il proliferare di un genere cui, in una gen dominata dagli shooter in prima persona, si sentiva la mancanza.
    Un titolo che farà gioire completamente gli amanti del genere, e intratterrà piacevolmente gli altri. In conclusione un acquisto quanto mai consigliato.


    VALUTAZIONE


    TOTALE: 9

    GRAFICA: 9

    SONORO: 9,5

    GAMEPLAY: 8

    LONGEVITA': 8,5

    (10 ore circa durata della storia, viene voglia di rigiocarlo per trovare tutte le pagine del manoscritto e i vari obiettivi sparsi)

    Commenti 1 Commento
    1. L'avatar di Mario
      Mario -
      messo su facesbook